Nel panorama dei grandi libri di fotografia, pochi titoli hanno la forza evocativa e la purezza visiva di Gypsies di Josef Koudelka. Pubblicato per la prima volta nel 1975, e poi rieditato in versioni ampliate e restaurate nel 2011 da Aperture, questo volume è molto più di un libro fotografico: è una testimonianza poetica e brutale della vita dei Rom nell’Europa dell’Est degli anni ’60.

Conosciuto in Italia anche come Zingari, il libro è uno dei capisaldi assoluti della fotografia documentaria del XX secolo, e una pietra miliare per chiunque ami le immagini che raccontano l’umanità senza filtri.

Zingari. Ediz. illustrata

  • Regalo per i tuoi cari
  • Per ogni occasione come Natale
  • Divertimento assicurato

Prezzo di listino : 26.9 €

In offerta a: 22.86

Guarda su Amazon

Un viaggio nel cuore dell’Europa invisibile

Tra il 1962 e il 1971, Josef Koudelka viaggiò attraverso Slovacchia, Romania, Ungheria e Spagna, vivendo a stretto contatto con diverse comunità rom. Armato solo della sua fotocamera e di una sensibilità fuori dal comune, riuscì a catturare la vita quotidiana di un popolo spesso ignorato o frainteso.

I suoi ritratti — intensi, drammatici, mai sensazionalistici — raccontano feste, lutti, giochi di bambini, momenti di silenzio e dignità. Ogni fotografia è un frammento di umanità, una storia che parla di libertà, isolamento, identità.


Il bianco e nero come linguaggio universale

In Gypsies, Koudelka fa del bianco e nero una lingua assoluta. Le sue immagini, dal contrasto deciso e dalla composizione rigorosa, sembrano scolpite nella luce.
Non c’è artificio: solo verità e bellezza.

Le scene di vita quotidiana, i volti segnati dal tempo, i gesti semplici e solenni diventano icone universali. Ogni fotografia invita a guardare oltre il soggetto, per scoprire un riflesso di noi stessi.


Un libro che ha cambiato la fotografia

Quando Gypsies uscì per la prima volta, fece l’effetto di una rivelazione.
Il mondo occidentale scopriva un’umanità fino ad allora invisibile, e lo faceva attraverso lo sguardo rispettoso e visionario di Koudelka, fotografo che avrebbe poi documentato la Primavera di Praga del 1968 e lavorato per la Magnum Photos.

Nel tempo, il libro è diventato una pietra miliare per la fotografia sociale e antropologica, influenzando generazioni di autori e diventando oggetto di studio in accademie e scuole di fotografia di tutto il mondo.

L’edizione moderna, curata da Aperture, restituisce la potenza originaria delle stampe con una qualità di stampa eccezionale e un nuovo ordine narrativo approvato dallo stesso Koudelka.


Perché leggere (e guardare) Gypsies oggi

In un’epoca dominata da immagini effimere e digitali, Gypsies ci ricorda il valore dello sguardo lungo, della vicinanza, del rispetto.
È un libro che invita a rallentare, a osservare, a comprendere.
Non solo un classico della fotografia, ma un manifesto di empatia visiva.

Chi ama la fotografia di strada, il reportage o la storia delle immagini troverà in Gypsies una fonte inesauribile di ispirazione e riflessione.